Comunicato Stampa Palestina: Fare qualcosa di concreto

Non sappiamo più cosa fare. Ogni giorno veniamo aggiornati sulla strage di abitanti di Gaza affamati che si recano alla distribuzione del cibo. Ogni giorno 20, 30, 50, 80 esseri umani vengono uccisi mentre sono in coda o corrono più velocemente possibile per arrivare primi ai punti di distribuzione, e noi ascoltiamo queste notizie in uno stato di impotenza senza senso. Nessuno che riesca a fare qualcosa.
E l’Europa? Il 26 Giugno il Consiglio Europeo ha deciso di non decidere, chiedendo solamente a Israele di rimuovere il blocco agli aiuti umanitari su Gaza e incaricando i ministri degli Esteri di continuare le discussioni “se appropriato”.
E addirittura molti commentatori considerano questa non-decisione un passo avanti rispetto al rischio concreto di non vedere nelle conclusioni alcun riferimento al report dell’alta rappresentante Kallas sulle violazioni dei diritti umani a Gaza. Perché c’è un gruppo di capitali che si oppone fortemente a qualsiasi misura — Italia, Ungheria, Germania, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca e Bulgaria — e dopo l’escalation con l’Iran molti altri governi hanno modificato la loro posizione sulla possibile sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele. A supportare questa posizione è invece rimasta solo una piccola minoranza di Paesi, tra cui Spagna, Slovenia, Svezia, Belgio e Irlanda.
Noi, giustamente, ce la prendiamo con l’unione europea di cui facciamo parte, ma … e il resto del mondo? E i paesi arabi? E la Cina, l’India, i Brics in generale, possibile che non riescano a far leva su nulla per cercare di superare questo ignobile massacro che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti?
Quanti di noi non hanno pensato: vorrei partecipare io stesso ad una missione di pace che crei una forza di interposizione fra l’esercito israeliano e gli abitanti di Gaza, che interrompa il massacro in corso e che cerchi di riavviare un dialogo per superare il problema degli ostaggi.
Vogliamo fare qualcosa di concreto: anche poco, ma concreto. Ad esempio una raccolta fondi per una organizzazione attiva in Palestina.
- Abbiamo pensato a Emergency: https://www.emergency.it/progetti/gaza-assistenza-sanitaria/
- Si può donare a questo link: https://sostieni.emergency.it/index.php?idc=SA.GEN.WEB.SITO
Come primo atto i nostri consiglieri comunali doneranno il gettone di presenza dell’attività in Consiglio Comunale, e a breve presenteremo una nuova iniziativa mirata alla raccolta fondi per la Palestina.
Noi non ci voltiamo. E chiamiamo la società civile, le associazioni, le forze democratiche e progressiste a fare lo stesso.

Il Partito Democratico, Circolo di Ivrea
Ivrea, 2 luglio 2025