Facciamo pace

di Muin Masri, Scrittore
Non bisogna mai dimenticare che tutti siamo stati bambini, le nostre guerre erano solo per gioco, non abbiamo mai lasciato cadaveri e dopo ogni litigio, anche quando era serio, c’era sempre qualcuno di buona volontà che proponeva: “facciamo pace!”. E così si tornava a casa sani, salvi e felici.
I grandi, però, dimenticano tutto con facilità e in velocità e allora bisogna far fare per legge una grande insegna che campeggi all’ingresso di ogni città, un verso, una parola che rimandi al concetto di pace, da collocare a fianco alle insegne che indicano le specialità culinarie di quel paese perché la pace deve diventare una parte integrante della tradizione locale. Il massimo sarebbe destinare una parte del PIL nazionale alla pace, così come lo è per la sanità, l’istruzione e gli armamenti.
Noi nel PD di Ivrea, in attesa di questo e di tanto altro, abbiamo pensato di dedicare uno spazio alla pace invitando tutti i rappresentanti religiosi e le persone di fede, un modo per dire “Mangiamo in Pace!” in un mondo che non vuole ricordare di essere stato un bambino felice.
Siete tutti invitati l’8 settembre alle 18 purché lasciate fuori dal cuore ogni cattivo pensiero.