Ricordo di Fiorenzo Grijuela
di Maurizio Perinetti
Ho conosciuto Fiorenzo Grijuela alla fine degli alla settanta, del secolo scorso. L’ho conosciuto perché iniziavo a interessarmi all’attività politica e anche ai problemi della città e ai suoi risvolti amministrativi. Poi nel 1980 sono diventato consigliere comunale nelle fila della Democrazia Cristiana, il partito di opposizione nella città di Ivrea allora governata da una giunta social-comunista di cui Fiorenzo era uno degli esponenti principali: assessore alla pubblica istruzione e vice-sindaco. Quante discussioni, quanti confronti in consiglio comunale. Ricordo l’estremo rispetto di Grijuela per le posizioni altrui e per cercare, nel confronto e la discussione, una composizione che trovasse convergenze possibili e praticabili. Non sempre era possibile, ma quel modo di porsi rappresentava un momento di crescita della nostra istituzione locale. Furono anni difficili e a volte drammatici, segnati da una violenza inaudita, espressa da una contestazione alle istituzioni che colpiva mortalmente spesso vittime illustri e innocenti. Ci trovammo sempre dalla stessa parte a difendere le istituzioni, il loro ruolo, la loro insostituibile funzione di garanzia di un sistema democratico.
Poi, dopo le vicende traumatiche legate agli eventi giudiziari di “tangentopoli”, a fine anni ’90 ci siamo ritrovati a percorre insieme l’esperienza politica della amministrazione della nostra città. Come capogruppo del Partito Popolare sostenni con convinzione la sua amministrazione. Erano gli anni della crisi irreversibile e definitiva della Olivetti, del drammatico vuoto che di colpo si aprì su Ivrea. Era necessario reinventare una strada per garantire un qualche futuro alla nostra città. Le intuizioni e la caparbietà di Fiorenzo Grijuela furono determinanti e, pur con i limiti e i tempi della politica e della burocrazia ammnistrativa del nostro Paese, consentirono di reggere le conseguenze del “tracollo olivettiano” e tracciare un percorso nuovo per la città di Ivrea.
La decisione di redigere un nuovo piano regolatore fu senza dubbio una scelta di grande respiro politico. L’obiettivo fu proprio quello di non lavorare su aggiornamento del Piano Regolatore vigente, pur attraverso una variante strutturale, ma di orientarsi verso un vero e proprio nuovo documento urbanistico in grado di riconoscere le forti criticità di quel momento storico di Ivrea e riuscire a declinare nuovi indirizzi di sviluppo, ma anche di conservazione del bello esistente, anche attraverso una normativa edilizia innovativa.
Questo fu l’input politico dato al prof. Campus Venuti per l’estensione del nuovo Piano Regolatore. Una scelta coraggiosa, ma attuata con determinazione e scrupolosa attenzione. Non so fino a che punto fu compresa veramente questa scelta dal mondo politico eporediese, ma sicuramente fu di aiuto a superare un momento molto difficile per la nostra città.
Il risultato più evidente fu senza dubbio la rigenerazione urbana della così detta area ex- Montefibre. Un’area di dimensioni vaste che era completamente abbandonata e per di più in condizioni fisiche di forte degrado. Restituire alla città quel patrimonio di territorio urbano è stata una operazione di grande capacità amministrativa. Certo, allora si era immaginato
uno sviluppo complessivo più articolato, che prevedeva anche una interessante porzione dell’area occupata da edilizia abitativa. La pesante crisi economica dei primi anni duemila ha compromesso questa possibilità, ma resta comunque il risultato di aver recuperato una importante area cittadina alla quale oggi è riconosciuta una destinazione fondamentale di area di servizi per la città e il territorio.
Fiorenzo Grijuela è stato sicuramente un amministratore concreto, capace cioè di individuare obiettivi raggiungibili e capire soprattutto le effettive possibilità di realizzare quegli obiettivi. E lo ha fatto spesso andando contro corrente, a volte anche in contrasto con il suo partito. Lo ha sorretto nella sua azione una forte motivazione ideale e politica: impegnarsi per il bene comune, per realizzare una città migliore; oserei dire per un mondo migliore. Sì, perché a Fiorenzo Grijuela non mancava certo il suo impegno per le battaglie politiche della cultura e della politica della sinistra democratica che lo vedevano sempre presente e anche partecipe attivamente. Ancora ultimamente mi aveva espresso le sue forti preoccupazioni per la deriva conservatrice e a volte anche reazionaria che sta attraversando il nostro Paese.
Passeggiando in città, come era solito fare, veniva ancora salutato con quella riverenza che si riserva a un sindaco in carica, ed era sempre ben disponibile a conversare con le persone che incontrava e che lo fermavano.
Infine un ricordo personale. Fu una delle persone che insistette molto perché mi candidassi alla carica di sindaco nel 2018. Il Partito Democratico viveva una situazione molto difficile sia livello nazionale (alle elezioni politiche di marzo venne fortemente ridimensionato dalla valanga elettorale del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo) sia a livello locale a causa di forti divergenze interne al partito. Il suo fu un sostegno forte e condotto con entusiasmo, arrivando addirittura ad andare ad imbucare i miei volantini nelle case in diverse zone della città. Mi colpì molto questa sua disponibilità, dimostrandomi come bisogna impegnarsi fino in fondo nelle cause e negli obiettivi in cui si crede.
Il suo rigore, la sua competenza amministrativa, la sua spiccata generosità nell’impegno politico e istituzionale mi sembra siano state le sue caratteristiche più evidenti e prevalenti. Un modo di essere semplice e al tempo stesso signorile, che di lui ne ha fatta una figura rispettata e riconosciuta.
Ci ha lasciato una persona di grande spessore morale e umano, alla quale la città di Ivrea deve gratitudine e riconoscenza. Ci lasciato il suo essere fisico, resta la sua eredità: un punto di riferimento per i molti amici e conoscenti che vogliono impegnarsi per il bene della nostra città.