Dal Circolo di Ivrea del Partito Democratico: Dopo il referendum attiviamo le discussioni nei circoli
Il risultato del referendum confermativo sulla “Riforma della Giustizia” proposto dal Governo è stato un indubbio successo conseguito delle forze politiche di opposizione, il così detto “campo largo”. Un successo addirittura superiore alle più rosee aspettative di un esito positivo.
Il circolo del Partito Democratico di Ivrea ha discusso su questo risultato e sulla necessità di aprire senza indugi un confronto interno sulle prospettive politiche, sia di metodo che di contenuto, che ci devono portare ad affrontare nelle migliori condizioni la competizione elettorale del prossimo anno e tornare a governare il nostro Paese.
Il nostro partito ha svolto un ruolo fondamentale nella vittoria del no al referendum sulla “Riforma della Giustizia”, trainando con entusiasmo e competenza la battaglia referendaria e costituendo un riferimento forte per molti elettori che si sono riavvicinati alle urne.
Dobbiamo però essere attenti a non confondere la vittoria del no al referendum con un automatico e scontato consenso politico. Un conto è riuscire a catalizzare i voti su un diniego a una proposta sbagliata di riforma costituzionale e un altro conto è ottenere un consenso in positivo su una proposta politica del governo del Paese. Per tre ragioni fondamentali.
Primo: bisogna avere una proposta politica. Una proposta chiara e determinata, comprensibile e che sappia convincere gli italiani motivandoli a sostenere con convinzione che bisogna cambiare direzione e sostenere la progettualità indicata dal centro sinistra. Un programma quindi di pochi punti e soprattutto fatti di proposte concrete che toccano gli interessi veri degli italiani e che siano sostenute da principi e valori alla base di una vera convivenza sociale e democratica.
Secondo: non si vince da soli. La vittoria del no al referendum è l’esempio più evidente che per battere il centro destra è necessario costruire un’alleanza politica più forte e maggioritaria nel Paese. Ma per essere solida deve essere costruita attorno a un programma condiviso che va discusso, costruito e definito prima, e come sostanza di quell’alleanza elettorale necessaria per vincere le prossime elezioni politiche e restituire un governo riformista e progressista al nostro Paese.
Terzo: bisogna individuare e condividere una leadership. E’ importante che la scelta del o della leader della coalizione di centro-sinistra sia la naturale conclusione di quel processo di condivisione programmatica e politica che deve costituire il cemento su cui si fonda l’alleanza delle forze progressiste e democratiche nel nostro Paese. Una guida che sappia e possa parlare al Paese con un sostegno solido e concreto e riesca quindi a trascinare con convinzione la maggioranza del popolo italiano verso il cambiamento. Non è però questo il momento di definire il modo: primarie sì, primarie no e tra chi. Oggi va definito il campo entro il quale stare e soprattutto su quali basi e contenuti.
Il Partito Democratico deve essere il motore di questo percorso per costruire attorno a lui e con lui l’alternativa al governo del Paese. Per fare questo è necessario che ci sia una vera e reale mobilitazione dentro al partito. Una mobilitazione fatta prima di tutto di confronto, discussione, condivisione delle proposte e delle azioni da intraprendere. Le decisioni e la definizione della linea politica e programmatica deve essere condivisa nel partito e non solo appannaggio dei vertici del partito. Bisogna che venga in qualche modo aperto un confronto importante ed allargato attraverso un percorso partecipato e coinvolgente della comunità del nostro partito. E che sia l’Assemblea Nazionale del partito, al termine di questo percorso da iniziare subito, a sancire la linea politica e programmatica del Partito Democratico.
Dobbiamo cercare di sfruttare al meglio una occasione così importante. La partecipazione e il coinvolgimento dei militanti e dei sostenitori del nostro partito nella discussione e nella costruzione della nostra proposta politica potrà essere quel valore aggiunto che consentirà una mobilitazione autentica in grado di contagiare più persone possibili nella battaglia elettorale del prossimo anno.
Vogliamo e dobbiamo essere tutti protagonisti e non solo spettatori delle decisioni e delle azioni da intraprendere per costruire attorno a noi un vero nuovo forte consenso politico.
Chiediamo quindi a tutti i circoli del nostro partito di unirsi a questo appello e chiediamo ai vertici provinciale e regionale di farsi parte attiva per agire in questa direzione verso gli organi nazionali del partito e sollecitare e organizzare questo percorso di condivisione politica e programmatica.
Uniti e insieme saremo più forti e più convincenti.
Il Circolo del Partito Democratico di Ivrea
Ivrea, 1 aprile 2026