Comunicato Stampa Tasse Preventive (e perché la destra piemontese ci farebbe anche tenerezza, se non facesse danni)
La storia della letteratura è piena di esempi di comportamenti contraddittori, in cui sembra che l’animo umano si muova in direzioni opposte, come se fosse guidato da forze contrarie.
In Delitto e castigo Raskol’nikov uccide una vecchia usuraia convinto di agire per un bene superiore, pensando che l’eliminazione di un essere spregevole possa giovare all’umanità. Ma subito dopo il delitto viene travolto da un senso di colpa che lo logora dall’interno. Il suo comportamento diventa sempre più incoerente: da un lato cerca di giustificare razionalmente il suo gesto, dall’altro è tormentato da rimorsi profondi, fino a desiderare inconsciamente di essere scoperto e punito.
Mentre ne I Promessi Sposi, Don Abbondio, quando i bravi lo minacciano per impedirgli di celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia, cede senza opporre resistenza. Questo può sembrare umano — chi non avrebbe paura di fronte a una minaccia? — ma nel seguito emerge un paradosso: pur sapendo che sta negando un diritto sacrosanto a due giovani innocenti, Don Abbondio continua a nascondersi dietro le sue paure, giustificandole con cavilli e scuse.
La destra in Italia ha vinto le elezioni nel 2022 promettendo fra le altre cose una riforma fiscale che avrebbe semplificato le fasce di reddito. Ora si scopre che questa riforma avrà un impatto sulle finanze delle regioni (ma va?) ed allora la giunta Cirio che cosa fa? Decide di aumentare l’addizionale IRPEF affinché i minori introiti derivanti dalla fiscalità nazionale siano compensati da maggiori introiti della fiscalità regionale.
E come? Aumentando l’aliquota Irpef sui ceti medi, infatti con questa misura si colpisce chi ha un reddito annuo lordo compreso tra i 15 e i 50 mila euro, cioè proprio quel ceto medio che andrebbe invece sostenuto ed incentivato nel suo potere di acquisto e non tartassato con l’aumento delle tasse. Se vi è la necessità di aumentare la tassazione per garantire la tenuta dei conti pubblici, allora che il Governo nazionale sia esplicito al riguardo. Anziché scaricare sui Comuni e sulle Regioni la necessità di aumentare la pressione fiscale sul ceto medio, il Governo di destra dovrebbe avere il coraggio di aumentare la progressività fiscale, andando a toccare chi guadagna cifre oltre i 150 mila euro lordi, non chi guadagna 25.000 euro lordi. Al di là degli annunci, questa destra al Governo, lungi dall’essere una destra sociale interessata ai ceti medi e popolari, si dimostra ancora una volta forte con i deboli e debole con i forti.
Questa misura colpisce proprio quella fascia di popolazione che oggi più che mai avrebbe bisogno di incentivi e sostegno al potere d’acquisto, anziché nuovi balzelli. Siamo di fronte a una logica rovesciata: si dovrebbe intervenire per aiutare i ceti medi, non per appesantire ulteriormente il loro carico fiscale. Aumentare l’Irpef su queste fasce di reddito significa togliere risorse a chi già fatica a far quadrare i conti.
Praticamente il ribaltamento del complesso di colpa conosciuto in letteratura: qui prometto una cosa, scopro che mantenerla costa, ed allora mi invento un modo alternativo per ribaltare il tutto sui cittadini. Con una aggravante: le semplificazioni delle fasce di reddito produrranno meno entrate favorendo i redditi alti, mentre la toppa messa dalla regione Piemonte andrà a carico della classe media, che già si fa carico della gran parte della pressione fiscale.
Don Cirio Abbondio: vede i suoi compari al governo commettere una nefandezza, e invece di correre ai ripari difendendo Renzo e Lucia trova una toppa peggiore del buco. A conti fatti, era meglio Raskol’nikov: lui almeno s’era pentito.
Noi siamo qui per dire no a un nuovo carico fiscale su cittadine e cittadini piemontesi.
Come opposizione in Consiglio Regionale stiamo usando tutti gli strumenti a nostra disposizione, presentando emendamenti e proposte alternative alla legge, per evitare l’ennesima stangata sulle famiglie.
Il Partito Democratico, Circolo di Ivrea
Ivrea, 30 luglio 2025