Eessere capogruppo: un’esperienza di crescita al servizio della città

di Barbara Manucci, Capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Ivrea
Quando ho accettato il ruolo di capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio comunale di Ivrea sapevo che sarebbe stato un incarico impegnativo. Quello che non immaginavo era quanto mi avrebbe fatto crescere come persona. Ho imparato che la politica, quella vera, non si misura con gli slogan o con la ricerca del consenso immediato. Si costruisce ogni giorno, con pazienza, studio e capacità di assumersi delle responsabilità.
Essere consigliera di maggioranza significa scegliere da che parte stare. Significa lavorare per trasformare un programma elettorale in decisioni concrete, sapendo che amministrare non è promettere tutto a tutti, ma fare scelte, stabilire priorità, utilizzare con responsabilità le risorse pubbliche e guardare sempre all’interesse generale.
In questi anni, accanto al sindaco Matteo Chiantore e alla nostra maggioranza, ho vissuto un’esperienza fatta di confronto continuo. Le riunioni della coalizione non sono mai state un semplice passaggio formale: sono state luoghi di discussione vera, dove sensibilità diverse hanno trovato sintesi nel rispetto reciproco. È questa, credo, la forza del centrosinistra: non pensare tutti allo stesso modo, ma condividere gli stessi valori e costruire insieme le risposte migliori.
Ho scoperto che il ruolo del capogruppo è soprattutto quello di tenere insieme. Tenere insieme il lavoro della Giunta e quello del Consiglio, il contributo dei consiglieri, le richieste dei cittadini, le esigenze dei quartieri e la visione complessiva della città. Un lavoro spesso silenzioso, poco visibile, ma essenziale perché una maggioranza possa governare con serietà e coerenza.
Il Partito Democratico ha sempre creduto che una città cresca quando nessuno viene lasciato indietro. Per questo il nostro impegno ha riguardato il rafforzamento dei servizi sociali, il sostegno alle persone più fragili, una mobilità più sostenibile e accessibile, una sicurezza fondata non solo sul controllo ma anche sulla prevenzione, sulla qualità degli spazi pubblici e sulla presenza delle istituzioni. Allo stesso tempo abbiamo sostenuto con convinzione gli investimenti nella transizione ecologica e nelle energie rinnovabili, perché la tutela dell’ambiente non è un lusso, ma una responsabilità verso le nuove generazioni.
C’è un risultato del quale vado particolarmente fiera: aver contribuito, insieme alla maggioranza, a mantenere un bilancio comunale solido. Una buona amministrazione si misura anche da questo. Conti in ordine significano libertà di investire, capacità di programmare, possibilità di dare risposte concrete senza scaricare il peso delle scelte sulle generazioni future.
Ma amministrare significa anche avere il coraggio di guardare lontano. Ivrea non può limitarsi a gestire il presente. Deve continuare a essere una città capace di innovare, di attrarre opportunità, di valorizzare la propria storia industriale e culturale, di essere un punto di riferimento per tutto il Canavese. La sfida è costruire uno sviluppo che tenga insieme lavoro, sostenibilità, cultura, coesione sociale e qualità della vita.
La Festa dell’Unità è il luogo dove tutto questo ritrova il suo significato più profondo. Non è soltanto un momento di incontro, ma la testimonianza di una comunità politica che continua a credere nella partecipazione, nel confronto democratico e nell’impegno collettivo. È da qui che nasce la buona politica: dall’ascolto delle persone, dalla passione civile e dalla convinzione che il futuro non si aspetta, ma si costruisce insieme.
È questo il senso del mio impegno come capogruppo del Partito Democratico: mettere competenza, passione e disponibilità al servizio della città, con l’idea che amministrare significhi prendersi cura della propria comunità. Perché una città cresce davvero quando cresce insieme, senza lasciare indietro nessuno e continuando a credere che il bene comune sia il valore più alto della politica.